Il Ruolo del CTP del Genitore Alienato

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Spesso il ruolo del CTP nelle CTU di separazione e affidamento è sottovalutato. Tuttavia, appare di fondamentale importanza il suo supporto alla parte, specialmente nei casi di alienazione parentale.

Vediamo in 5 punti, la funzione del CTP del genitore c.d. “alienato”.

#1 Effettuare degli incontri periodici con il cliente
Al fine di supportarlo nell’iter complesso e tortuoso della CTU. Obiettivo è evidenziare limiti e potenziare le risorse delle sue capacità genitoriali, sulla base di ciò che emerge dagli incontri peritali.

#2 Stimolare l’assertività del proprio cliente e la volontà di riconquistare il figlio
Spesso il genitore alienato è arrendevole. Dopo anni in cui non riesce a vedere il figlio, si affaccia il desiderio oscuro di mollare tutto. Funzione del CTP è anche quella di stimolare l’assertività del cliente.

#3 I riflettori puntati sul figlio, non sul genitore alienante
Spesso il genitore alienato commette l’errore di investire tutte le sue energie nell’evidenziare e denunciare il comportamento deviante dell’ex coniuge alienante. E’ una trappola. Il CTP dovrebbe supportare il cliente nell’incanalare le sue attenzioni sul figlio.

#4 Casa famiglia? No, casa del genitore alienato
Spesso il genitore alienato esplicita quale soluzione migliore il “collocamento” del figlio in una casa famiglia per allontanarlo dal genitore alienante. Eventualmente, lasci esplicitare questa soluzione al CTP o all’Avvocato. All’interno degli incontri peritali, il genitore alienato dovrebbe proporre come soluzione solo ed esclusivamente la residenza privilegiata del minore presso di sé. Potenziare le risorse genitoriali. La soluzione “casa famiglia” è una delega di responsabilità genitoriale, una implicita affermazione della propria debolezza.

#5 Il genitore alienato deve essere presente agli incontri peritali con il minore
E’ un elemento troppo spesso sottovalutato. Quando il CTU convoca il minore, naturalmente è sempre accompagnato dal genitore collocatario-alienante. Spesso il CTU fa accomodare il genitore accompagnatore in sala d’attesa o fuori dallo studio. Il genitore alienante, in ogni caso, è presente. E il genitore alienato? Agli occhi del figlio, è assente. Soprattutto nelle condizioni di affidamento condiviso, non sussiste alcuna ragione per cui l’altro genitore non debba essere presente all’incontro peritale del figlio. Stesso trattamento del genitore alienante: in sala d’attesa o fuori dallo studio. In ogni caso, sarebbe opportuno farsi trovare all’incontro peritale. Il figlio, seppur rifiutandolo, noterà la presenza dell’altro genitore. Salva diversa indicazione del CTU, il CTP dovrebbe suggerire al proprio assistito di accompagnarlo allo studio del CTU agli incontri con il minore. Diversamente, il genitore alienante, tornato a casa, avrà la possibilità di far notare al figlio: “Tuo/a padre/madre dov’era? Visto che non ti vuole vedere? Che ti dicevo?“.

 

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