Preventivo e Consenso Informato Sono Due Cose Differenti

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Dal 29 agosto 2017 è obbligatorio (anche) per tutti gli Psicologi il preventivo in forma scritta.
Preventivo che racchiude tutte le informazioni sull’onorario e le voci di spesa. Praticamente tutto ciò che è riportato in fattura va inserito nel preventivo che deve essere obbligatoriamente in forma scritta (o digitale).
In aggiunta, lo Psicologo deve indicare i dati della polizza assicurativa (numero, massimale, compagnia) e la complessità dell’incarico.
Art. 9 co. 4 Legge 27/12 (modificato dall’art. 1/150 L. 124/17):

Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.
(comma così modificato dall’art. 1, comma 150, legge n. 124 del 2017)

In questi giorni fioccano discussioni e articoli su internet che però tendono a confondere il “preventivo” con il concetto di “consenso informato” (artt. 9, 24, 31 Codice Deontologico Psy).

Sono due cose differenti: i costi, le spese, contributi previdenziali ecc (da indicare nel preventivo) non appartengono al concetto di “consenso informato”. Ad esempio, nel C.I. va indicato l’approccio psicoterapico, i rischi della prestazione, i benefici attesi, gli strumenti utilizzati ecc.
Lo psicologo/medico, tra l’altro, dovrebbe accertarsi che il consenso prestato dal cliente/paziente sia libero e autonomo.
L’ideale sarebbe far firmare al cliente/paziente tre moduli distinti: preventivo/contratto, consenso informato, autorizzazione privacy.

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