Non chiamiamole più CTU, ma TSU (Trattamenti Sanitari d’Ufficio)

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1991

Le Consulenze Tecniche di Ufficio (CTU) nell’ambito delle separazioni e affidamento, nel corso degli ultimi anni sono diventate dei veri e propri trattamenti sanitari in capo ai genitori.
Cerchiamo di capire il motivo.

Nelle CTU:
– si effettua l’anamnesi;
– si effettua l’esame psichico;
– si nomina uno psichiatra ausiliario per valutazione psichiatrica;
– si acquisiscono documenti sanitari tra cui cartelle cliniche;
– si esamina la personalità dei genitori;
– si somministrano test psicologici;
– in conclusione, si suggerisce al Tribunale di prescrivere un trattamento sanitario (sostegno psicologico e/o psicoterapia) alla stregua di un Trattamento Sanitario Obbligatorio – TSO.

Come vogliamo definirla questa attività, consulenza tecnica o trattamento sanitario, tra l’altro vietato ex art. 32 della Costituzione?
Tutto in nome dell’interesse del figlio. Ma come potrebbe essere tutelato l’interesse dell figlio se viene svolta quasi esclusivamente un’indagine clinica sui genitori?

L’interesse giuridico (e psicologico) del figlio è rappresentato dalla tutela dei suoi diritti ex art. 337-ter comma 1 c.c.:

Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Per tale motivo, dovrebbero essere indagati i comportamenti (non le personalità) dei genitori eventualmente lesivi dei diritti del figlio.

Il problema delle CTU in Italia è quello di una prevalente e radicata visione adultocentrica, contaminata dalla legge sull’adozione e affidamento che effettivamente e giustamente prevede l’indagine di personalità dei genitori.

Non chiamiamole più CTU, ma TSU (Trattamenti Sanitari d’Ufficio).

2 COMMENTS

  1. E’ comunque difficile in una CTU valutare i comportamenti, il tempo è poco e vengono facilmente simulati. Il minore sta un’ora sotto osservazione e poi per due settimane (minimo) a contatto coi genitori che lo addestrano (uno o entrambi) su cosa dire e su cosa fare. Giusto dire che il diritto del minore è frequentare entrambi i genitori, ma chi VERIFICA PRATICAMENTE che questo avvenga e dove necessario applica adeguate sanzioni?

    • Gentile Michele,
      in circa 60 giorni il CTU avrebbe tutto il tempo di svolgere gli incontri peritali (anche congiunti) per valutare i comportamenti di padre-madre-figlio.

      Cordiali saluti.
      Marco Pingitore

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