Lo Psicologo deve conoscere i (presunti) fatti prima dell’audizione del minore?

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La domanda delle domande, quelle che suscitano numerosi dibattiti nei convegni.

Lo psicologo, in vista dell’audizione protetta del minore in incidente probatorio, deve essere messo a conoscenza preventivamente dei fatti su cui si baserà la raccolta della testimonianza oppure no?

Esistono due scuole di pensiero.

La prima prevede la conoscenza dei (presunti) fatti. Il GIP chiede allo psicologo nominato di leggere attentamente le carte per tarare l’intervista con il minore.

VANTAGGI
Lo psicologo conosce i (presunti) fatti per cui va sul sicuro, non rischia di perdersi.

SVANTAGGI
Tendenza al verificazionismo: conosco i fatti –> li verifico. Rischio di non prendere in considerazione le ipotesi alternative. Rischio alto di effettuare domande suggestive perché si è già a conoscenza dei (presunti) fatti.

La seconda prevede l’assenza di informazioni sui (presunti) fatti. Lo psicologo chiede al GIP di non conoscere nulla del caso, ad esclusione di alcune informazioni basilari: nome e cognome del minore, età, da chi sarebbe stato perpetrata violenza fisica/sessuale e il contesto in cui sarebbe avvenuta.

VANTAGGI
Attraverso l’utilizzo di un protocollo d’intervista, lo psicologo effettua la raccolta della testimonianza al buio. Si parte dal generale, per procedere con il particolare. Ogni nuova informazione acquisita, genera la tendenza ad esplorare attraverso domande aperte (di chi non sa), anziché chiuse (di chi sa già). Terminata l’intervista, lo psicologo lascia temporaneamente il minore nella stanza per confrontarsi con il GIP e indirettamente con le parti al fine di acquisire ulteriori inviti ad approfondire circostanze già affrontate o da affrontare. Minimo rischio di effettuare domande suggestive.

SVANTAGGI
Se lo psicologo non fosse adeguatamente formato, il rischio sarebbe quello di perdersi in domande e argomenti non pertinenti.

In entrambi i casi, sostengo che debba essere presente solo uno, tra GIP e psicologo, all’interno della stanza con il minore. In pratica, dovrebbe essere solo un soggeto ad effettuare l’intervista.

 

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