Figli come pacchi postali nelle separazioni

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Si usa tanto l’espressione “pacco postale” per esprimere lo sballottolamènto del figlio dalla casa di un genitore ad un altro: “i figli non sono pacchi postali“, si sente spesso dire. Per cui è preferibile un’abitazione prevalente, quella del genitore collocatario.

Facciamo qualche esempio di pacco postale.

NELLE FAMIGLIE NON SEPARATE

  • La bambina la mattina va a scuola, pranza dai nonni, il pomeriggio torna a casa, il tardo pomeriggio va a scuola di danza, la sera fa rientro a casa
  • Il bambino la mattina va a scuola, pranza a casa, il primo pomeriggio va a scuola di calcio, torna a casa per i compiti fino alla sera
  • La bambina la mattina va a scuola, torna a casa per un pranzo velocissimo, si reca a scuola di musica, torna a casa per i compiti, il tardo pomeriggio va a scuola di inglese, la sera torna a casa
  • Il bambino la mattina va a scuola, pranza a casa dei nonni presso cui trascorre tutto il pomeriggio, la sera fa rientro a casa

In questi casi, nessuno si sognerebbe di affermare “ma questi sono pacchi postali!”, anzi si tenderebbe ad affermare “che bambini impegnati” oppure (dipende dai punti di vista) “sono troppo impegnati”.

NELLE FAMIGLIE SEPARATE

  • La bambina la mattina va a scuola, pranza con il genitore X, il pomeriggio torna a casa del genitore Y, il tardo pomeriggio va a scuola di danza, la sera fa rientro a casa del genitore X o Y – E’ UN PACCO POSTALE
  • Il bambino la mattina va a scuola accompagnato dal genitore Y, pranza a casa del genitore Y, il primo pomeriggio va a scuola di calcio, va a casa del genitore X per i compiti fino alla sera – E’ UN PACCO POSTALE
  • La bambina la mattina va a scuola accompagnato dal genitore X, va a casa del genitore Y per un pranzo velocissimo, si reca a scuola di musica, torna a casa del genitore X per i compiti, il tardo pomeriggio va a scuola di inglese, la sera torna a casa del genitore X o Y – E’ UN PACCO POSTALE
  • Il bambino la mattina va a scuola, pranza a casa dei nonni presso cui trascorre tutto il pomeriggio, la sera fa rientro a casa del genitore Y – E’ UN PACCO POSTALE

Per ragionare su questi temi, sarebbe necessario partire da queste poche premesse:

  • il conflitto coniugale non rappresenta necessariamente e automaticamente un pregiudizio per il figlio: in caso contrario, dovremmo allontanare i figli dal 99% dei genitori non separati. Il conflitto coniugale è ovunque, in diverse forme.
  • il Tribunale non dovrebbe concentrarsi sull’eliminazione o sull’attenuazione del conflitto coniugale: non è il conflitto che arreca un pregiudizio al figlio. E’ una variabile aspecifica.
  • non sono gli spostamenti del figlio (da una parte ad un’altra o da una casa all’altra) che rappresentano automaticamente un grave pregiudizio per la salute del figlio. E’ una variabile aspecifica. Quante volte viene ascoltato il figlio per chiedergli se è d’accordo a stare un po’ con uno e un po’ con l’altro genitore? E quanti figli esprimono la volontà di voler rimanere presso la casa coniugale con un genitore coltivando l’intima speranza che l’altro genitore possa farvi rientro?
  • il concetto di pacco postale rappresenta un pregiudizio degli adulti nei confronti delle capacità di adattamento dei figli (da valutare caso per caso) o rappresenta effettivamente una volontà autentica dei figli di non volere essere sballottati a destra e sinistra?
  • la stragrande maggioranza dei figli, nei casi di separazione, vorrebbe continuare a frequentare mamma e papà o vorrebbe che mamma e papà non si lasciassero mai o tornassero insieme
  • non è il concetto di pacco postale a provocare un pregiudizio per il figlio, ma l’incertezza di non vedere mamma e papà allo stesso modo, la paura di perdere uno o entrambi i genitori dopo la separazione, il coinvolgimento del figlio nel processo giudiziario, l’angoscia di dover scegliere tra l’uno e l’altro
  • la separazione dei genitori crea necessariamente una spaccatura. E’ naturale che il figlio di genitori separati vivrà una famiglia divisa, se stesso diviso tra l’uno e l’altro genitore. Tuttavia, è come viene fatta vivere questa condizione che potrebbe arrecare un danno al figlio il quale avrebbe bisogno di informazioni e spiegazioni chiare (mamma e papà si sono separati e non torneranno più insieme), di regole precise e di non subire pressioni finalizzate a compiere una scelta tra un genitore e l’altro: “non chiedetemi con chi devo stare, perché vorrei stare con entrambi”

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