Facebook e Idoneità Genitoriale

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Prendendo spunto da questo articolo del Sole24Ore, mi domando se oggi giorno l’idoneità genitoriale potrebbe essere valutata anche in base a ciò che i genitori pubblicano sui social, in particolare sui Facebook.

Mi è capitato più volte di effettuare CTU su genitori in cui uno dei due era solito pubblicare, sul famoso social network, post denigratori nei confronti dell’ex partner, addirittura pubblicando atti del procedimento civile in cui lo accusava di questo e quello, piuttosto che pubblicare continuamente fotografie dei bambini, anche molto piccoli, per provocazione (“sono i miei figli e loro non ti vogliono vedere“).
In CTU, invece, raccontava se stesso come un bravo genitore e molto disponibile nei confronti dell’ex.

E’ chiaro che un CTU, seppur nel suo ruolo percipiente, non possa essere considerato alla stregua di un investigatore che va in giro a trovare “prove” o “indizi” a favore o a sfavore dei genitori, ma è pacifico ritenere che la società di oggi può godere di un altro livello, quello virtuale, in cui molte persone riescono a trovare spazio e visibilità, spesso a danno di altri soggetti, anche minorenni.

Di chi è il compito, del Giudice e/o del CTU, di valutare l’idoneità genitoriale anche attraverso l’utilizzo dei social network non è ancora chiaro. Magari spetta alla parte depositare screenshot e “prove” per dimostrare il comportamento virtuale scorretto dell’altra, ma sta di fatto che non è più possibile far finta che i social network non esistano in questo genere di procedimenti giudiziari.

Come CTP, prima di accettare l’incarico, dopo aver interloquito con avvocato e cliente, sono solito “cercare” il mio futuro assistito sui social per acquisire quante più informazioni possibili sul suo comportamento fuori dal procedimento.
Potrei non accettare l’incarico qualora il contegno del cliente sui social potrebbe essere riprovevole, ad esempio pubblicando frasi oscene contro l’altro genitore, accusando e inveendo contro giudici, assistenti sociali, ctu ecc. e utilizzando fotografie e informazioni dei figli in modo strumentale.

Far entrare Facebook nella valutazione sull’idoneità genitoriale? Il dibattito è aperto.

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