E’ sufficiente la deposizione persona offesa

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violenza

La testimonianza del minore, vittima presunta di abusi sessuali deve essere raccolta seguendo le metodologie attualmente accreditate dalla comunita scientifica internazionale.

Questo Blog è pieno di articoli sul tema.

Il minore dovrebbe essere ascoltato in incidente probatorio, momento privilegiato per la raccolta della testimonianza (Sent. Cass. n. 3258/13).

Il Pubblico Ministero che basa le motivazioni dell’accusa citando queste due sentenze:

Secondo la giurisprudenza di questa Corte Suprema, in tema di valutazione probatoria, la deposizione della persona offesa dal reato, anche se quest’ultima non è equiparabile al testimone estraneo, può tuttavia essere da sola assunta come fonte di prova, ove venga sottoposta ad un’indagine positiva sulla credibilità soggettiva ed oggettiva di chi l’ha resa (Cass. Sez. VI, 4.3.1994, n. 2732 e Sez. I, 18.3.1992, n. 3220).

Le deposizioni testimoniali, anche se prevenienti dalla persona offesa, non abbisognano di altri elementi esterni di riscontro e, salvo il vaglio di attendibilità, ben possono costituire il solo fondamento del convincimento del giudice; d’altro canto, questi, qualora manchino specifici elementi atti a far ritenere fondato il sospetto che il teste abbia dichiarato il falso oppure sia caduto in errore di percezione o di ricordo, ai fini dell’affermazione di responsabilità non può prescindere dalla testimonianza dell’unica persona presente al fatto.

non prende minimamente in considerazione il concetto di “idoneità a testimoniare” del minore (competenze “generiche” e “specifiche”) e, quindi, dimentica:

– la Carta di Noto (terza versione)

– Le Linee Guida per l’ascolto del minore testimone (Consensus Conference).

Entrambe le Sentenze potrebbero andar bene ad un procedimento penale per adulti, ma non per minori.

Nella prima Sentenza si fa riferimento ad una “indagine positiva sulla credibilità soggettiva ed oggettiva“. Il P.M. allora (o il Giudice in dibattimento) dovrebbe disporre Consulenza Tecnica (quesito “idoneità a testimoniare”)

Nella seconda Sentenza si fa riferimento al “vaglio di attendibilità” (di competenza del Giudice) che può essere ritrasformato in vaglio dell’idoneità a testimoniare, attraverso l’attività di perizia.

Si fa riferimento, inoltre, a “responsabilità”: di quale responsabilità stiamo parlando di fronte ad un minore e ad un potenziale “falso ricordo”?

La medesima responsabilità di cui all’art. 496 co. 2 c.p.p. in cui il minore, ad esempio di 15 anni, deve prestare giuramento sulla consapevolezza della propria responsabilità morale e giuridica?

2. Prima che l’esame abbia inizio, il presidente avverte il testimone dell’obbligo di dire la verità. Salvo che si tratti di persona minore degli anni quattordici, il presidente avverte altresì il testimone delle responsabilità previste dalla legge penale per i testimoni falsi o reticenti e lo invita a rendere la seguente dichiarazione: «Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza». Lo invita quindi a fornire le proprie generalità.

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