Definizione giuridica e psicologica dell’Alienazione Parentale

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A cura di Marco Pingitore

Definizione giuridica del concetto di Alienazione Parentale:

L’alienazione parentale rappresenta la violazione, da parte di un genitore, del diritto del figlio di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con l’altro genitore e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Prende spunto dall’art. 337-ter Codice Civile.

Definizione psicologica del concetto di Alienazione Parentale (© – Marco Pingitore, in press):

L’alienazione parentale rappresenta l’impossibilità di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo tra genitore e figlio principalmente a causa dei comportamenti devianti dell’altro genitore incube. Tali comportamenti tendono a svalorizzare le capacità di comprensione e decisione del figlio fino a provocare un vero e proprio rifiuto di quest’ultimo nei confronti del genitore succube il quale rivestirà un ruolo sempre più passivo e marginale. Il processo psicologico dell’alienazione parentale determina nel figlio vittima, in relazione alla sua età e alla sua capacità di discernimento, una coartazione della sua volontà e rappresenta un pregiudizio per la sua salute psicofisica con conseguente violazione della sua dignità.

Prende spunto dall’art. 3 della Legge 22 dicembre 2017, n. 219 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.

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