Commento alla nota del Ministro Salute sulla PAS

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La nota del Ministro della Salute, Roberto Speranza, cerca di fare il punto sulla questione “PAS” in Italia in modo molto equilibrato.

La nota afferma un principio che stiamo portando avanti da anni ormai: la PAS, intesa come Sindrome, non è suffragata da sufficienti elementi scientifici per cui è scorretto riferirsi all’alienazione parentale come “sindrome”.
In effetti, quando qualcuno la tratta come sindrome la descrizione dei sintomi non è mai chiara poiché non si sa a chi riferirsi, se al genitore alienante, a quello alienato o al figlio.

A mio avviso sono tre le parti più significative della nota del Ministro.

La prima è quella appena descritta in cui si sancisce che non è corretto parlare di sindrome.

La seconda è concentrata in questo stralcio:

Gli studiosi che hanno approfondito tale tematiche hanno introdotto correttivi e spunti di riflessione, anche critici, sia preoccupandosi di individuare i criteri per una diagnosi differenziale, sia inserendo tale problematica nel “continuum” di relazioni che si instaurano tra ciascun genitore e figlio, prima e dopo la separazione, di cui l’alienazione può essere l’esito finale di processi relazionali sempre più negativi, sia chiedendosi se effettivamente sia legittimo parlare di sindrome e, ancora, se gli interventi di “riprogrammazione del bambino” attraverso l’allontanamento siano efficaci e psicologicamente adeguati, come segnalato nell’interrogazione in esame.

In queste poche righe viene concentrato il succo del mio lavoro e quello di un gruppo di Colleghe e Colleghi. Insieme, da anni, stiamo approfondendo la tematica dell’alienazione parentale introducendo continui correttivi per giungere ad una teoria il più possibile condivisibile. Introdurre correttivi non significa incoerenza o debolezza, ma, al contrario, coerenza e forza di un pensiero in evoluzione intorno a questo complesso e delicato argomento.
Dalla sindrome si è arrivati attualmente a definire l’alienazione parentale come un processo psicologico in cui viene coinvolta la triade padre-madre-figlio, così come ben esposto dal Ministro che riesce ad individuare finanche la problematica dell’AP in un continuum relazionale prima e dopo la separazione.
E’ proprio quello che sosteniamo da anni ormai sia in questo blog, nei vari articoli pubblicati su riviste e libri e negli ultimi due libri per la FrancoAngeli (2016, 2019), in modo particolare nell’ultimo “Nodi e snodi nell’alienazione parentale” in cui, tra l’altro, insieme alla Collega Mirabelli proponiamo uno schema del processo di alienazione parentale inteso proprio come «continuum di relazioni che si instaurano tra ciascun genitore e figlio, prima e dopo la separazione» :

Addirittura, sugli interventi ci stiamo spendendo tantissimo. Non è corretto parlare di “riprogrammazione del bambino” inteso come reset mentale. Qualsiasi intervento sul e per il bambino deve tener conto della sua volontà, seppur condizionata, in linea con i principi ispiratori della bellissima legge n. 219/17 (art. 3). A tal proposito, abbiamo finanche proposto un modello teorico di intervento, sottoposto a continue correzioni, che possa fornire importanti spunti di riflessione: il REFARE – Reconnecting Family Relationships program al cui centro dell’intervento c’è il bambino e non il genitore.

La terza parte significativa della nota del Ministero è l’ultima allorquando il Ministro auspica la promozione di studi sistematici sull’AP per cui non nega l’esistenza del fenomeno, ma, al contrario, riferisce che sarebbe utile costituire un panel di esperti per approfondire il fenomeno dell’AP.

Consentitemi un sincero ringraziamento all’On. Valeria Valente la cui interrogazione al Ministro ha permesso di chiarire meglio la questione dell’AP. Infine, un sentito ringraziamento a tutte quelle persone che da anni si sforzano di demolire la teoria dell’alienazione parentale. Quando posso leggo sempre con estremo interesse le loro teorie ideologiche da cui cerco di estrapolare il meglio per apportare correttivi e chiarimenti alla teoria scientifica dell’AP.
Un implicito gioco di squadra, proprio come l’alienazione parentale, in cui ogni giocatore è parte attiva.

5 COMMENTS

  1. Buongiorno perchè ci si dimentica sempre dell’attaccamento e si continua a parlare di PAS AP ecc.ecc.?Un bambino può avere una figura di riferimento a cui è legato maggiormente?Perchè si parla solo nei Tribunali di PAS (avvocati e CTU sono gli unici ad avere un tornaconto da questa falsa teoria).Mi chiedo se chi difende la PAS ha letto(anche se la maggior parte sono in inglese) i libri di Gardner senza esserne schifato.Dott. Pingitore dal suo intervento si evidenzia un certo tentativo di manipolazione dei fatti,in particolare al ringraziamento alla senatrice Valente il cui scopo era quello di bandire questa oscenità dai Tribunali italiani non di approfondire il dibattito.Anche il CPO AMN ha firmato la LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE A PROPOSITO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE N. 4-02405 E RICHIESTA DI INCONTRO la richiesta era: Su questo tema per cui è stata a Lei proposta l’interpellanza, noi oggi LE CHIEDIAMO, quale organo istituzionale preposto alla tutela della salute dei cittadini e delle cittadine, UN INCONTRO URGENTE per porre fine ad una procedura sanitaria (diagnostica e trattamentale) che non ha nessuna finalità di cura, che contraddice all’abc dei codici deontologici delle professioni sanitarie il cui primo fine è non nocere, che contrasta con le leggi vigenti in Italia sul trattamento sanitario obbligatorio e l’art. 32 della nostra Costituzione.Quindi mi scusi se la contraddico e continuo a non credere nella PAS ops PA.

  2. Complimenti per la censura questo rafforza la mia fede nella no PAS,soprattutto perchè l’articolo lei lo termina :Infine, un sentito ringraziamento a tutte quelle persone che da anni si sforzano di demolire la teoria dell’alienazione parentale. Quando posso leggo sempre con estremo interesse le loro teorie ideologiche da cui cerco di estrapolare il meglio per apportare correttivi e chiarimenti alla teoria scientifica dell’AP.

    • Gent.mo Sig. Simeone,

      1. non censuro nessuno se le osservazioni non sono offensive. Quando viene postato un commento, il sistema lo pone automaticamente in moderazione, quindi in attesa di essere approvato.

      2. ancora parla di Gardner e della PAS? Che noia. Anche il Ministro ha detto che la PAS non ha fondamento scientifico.

      3. quando scrive «la mia fede nella no PAS», il termine «fede» sembra richiamare proprio un’ideologia, più che una teoria scientifica.

      Cordiali saluti.
      Marco Pingitore

  3. Credo che il termine non cambi i risultati PAS, AP,conflitto di lealtà credo siano termini usati per descrivere gli stessi disturbi(inesistenti).L’inventore fu comunque Gardner quindi è come dire che noia parlare di Freud.La sua risposta è comunque incompleta e indirizzata sulla presenza o assenza della lettera S (PA no PAS) mentre quello che avrei voluto sapere è perchè non si parla di attaccamento alla figura di riferimento anzichè di PA.Io non credo che si possa scindere un autore tra quello che scrive e quello che era (per es.Gardner e i suoi disturbi verso le donne e i bambini o se preferisce il grande Lacan e i suoi rapporti con la prima famiglia.Vedasi Un padre.Puzzle scritto dalla figlia Sibylle libro di dolorose memorie familiari.Per non parlare delle nevrosi di Freud ecc.ecc.Mai come nel caso della psicoanalisi l’aforisma Tu insegni meglio ciò che più hai bisogno di imparare è corretto).Il termine “fede”
    l’ho usato in termine ironico pensando alla fede che tanti psy hanno ancora nei riguardi dei padri fondatori.

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