Dibattito

6 giugno 2012 ore 15
Cosenza
 

Seminario

 
28 settembre 2012
Tribunale di Cosenza
 

Seminario

 
27 ottobre 2012
Lamezia Terme (CZ)
 
 

Credo che la Psicologia Giuridica sia lettera morta in Calabria. In questi anni di libera professione, in qualità di Psicologo e Criminologo, è stato molto facile imbattersi in cause processuali, civili e penali, molto carenti da un punto di vista metodologico. Inizio con il campo del civile in cui spesso e volentieri i Giudici affidano perizie per l'idoneità genitoriale e per l'affidamento di minori a colleghi veramente poco esperti in materia, anzi accade frequentemente di imbattersi in relazioni peritali stilate da colleghi che non possiedono un minimo di specializzazione in materia, nemmeno un attestato di frequentazione di un corso intensivo di un week-end.

Questo aspetto è abbastanza inquietante, se pensiamo alla responsabilità del perito che si trova a dover “suggerire” al Giudice a chi dei due genitori (si spera entrambi!) dovrebbe essere affidata la prole o se un genitore è idoneo a svolgere tale funzione. Nella mia carriera professionale ne vedo e ne sento tante. Ad esempio di recente mi è capitato di essere stato nominato CTU e di essermi imbattuto in Consulenti Tecnici di Parte (CCTTP) che non avevano letto nemmeno gli atti del procedimento o che invocavano al diritto di privacy dei loro assistiti. Nel campo penale il grado di responsabilità del Perito è ancora più importante, basti pensare al rischio della custodia cautelare per l'indagato/imputato. Frequenti i casi di presunti abusi sessuali a danno di minori che diventano certezze, solo perché “se il sospetto di abuso esiste, allora il fatto è avvenuto”.

Molto semplice e facile verificare una ipotesi piuttosto che falsificarla (Popper ci insegna il contrario). Non solo colleghi Psicologi carenti di formazione professionale, ma, purtroppo, anche Avvocati, Giudici e Magistrati che commettono moltissimi errori procedurali, lasciandosi ingannare dalle suggestioni e dai pregiudizi. L'abuso (presunto) sessuale su minore è un tema molto scottante nonché complesso e ricco di insidie per gli operatori del settore. Ormai è risaputo che il bambino nel ricordare i fatti non riproduce, ma ricostruisce i propri vissuti per cui è molto facile che possa inserire qualche elemento fuorviante nella narrazione dei fatti.

I professionisti coinvolti nel procedimento devono essere garanti, nonché molto preparati professionalmente, al fine di ipotizzare che la denuncia di abuso potrebbe essere un falso positivo. Specie se essa è avvenuta in un contesto di separazione/divorzio conflittuale in cui gli ex coniugi si sfidano a colpi di denunce e querele per ottenere l'affidamento dei figli ovvero utilizzano la prole per dare libero sfogo a rabbie e rancori personali.

Dunque la metodologia peritale e la stesura della relazione finale dovrebbero attenersi a degli standard condivisi dalla comunità scientifica di riferimento. Una Perizia ben fatta dovrebbe contenere almeno un indice, una bibliografia, il riferimento alla propria metodologia scientifica e l'esplicitazione dei limiti delle conclusioni a cui si è arrivati. Purtroppo si riscontrano spesso degli elaborati peritali di poche pagine che risultano irriguardose nei confronti dei colleghi e dei giudici che, a mio avviso, dovrebbero rifiutare il lavoro non liquidando il consulente.

Marco Pingitore
Psicologo-Psicoterapeuta, Criminologo
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