| Sindrome di Alienazione Genitoriale: la funzione dell'avvocato |
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| Psicologia Giuridica - Separazioni e divorzi | |||
| Giovedì 01 Ottobre 2009 21:56 | |||
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Pagina 1 di 8 Atti del Convegno "PAS: Sindrome di Alienazione Genitoriale: intervento giuridico e psicologico". Relazione a cura di:
Avv. Katia Di Cagno - Responsabile Settore psico sociale UNCM, Vice Presidente Camera Minorile di Bari
INFANZIA ABUSATA E FIGLI IN OSTAGGIO NEL TUNNEL DELLA CONFLITTUALITA’. LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE (PAS). LA FUNZIONE DELL’AVVOCATO FRA INGANNO E DEONTOLOGIA. L’infanzia può essere abusata in molti modi, non necessariamente fisici o visibili. Sebbene l’abuso sessuale sia la forma più evidente di violenza, esiste una gamma svariata di comportamenti molto più subdoli e difficili da scoprire che, devastano il minore perché costituiscono un attacco destabilizzante alla personalità e, provocano gravi conseguenze sul processo di crescita. E’ difficile credere che tali condotte abbiano una matrice familiare, considerato che la famiglia dovrebbe rappresentare un ambito di potenziale protezione, essendo un sistema generato da vincoli di tipo affettivo, in cui agiscono o dovrebbero agire sentimenti positivi. In realtà, la famiglia, può diventare un ambiente ostile e pericoloso per l’integrità fisica e psichica dei soggetti che ne fanno parte, spesso minori. Se analizziamo un momento patologico della vita della famiglia, cioè la crisi della”coppia coniugale”, in molti casi verificheremo l’insorgere del “conflitto genitoriale”. Secondo le statistiche, ogni anno 70.000 bambini entrano nel tunnel della conflittualità coniugale e giuridica. Basti pensare all’aumento sia di false accuse ai padri per violenze ai minori, spesso strumentali alla richiesta della decadenza della potestà genitoriale, sia all’impressionante prodursi di gesti sempre più vicini alla follia da parte di genitori coinvolti in aspre conflittualità processuali. E’ inquietante l’eccessiva facilità con cui, in questi casi, ci si convince che di abuso si tratta solo perché di abuso si è cominciato a parlare, soprattutto quando la denuncia di abuso diventa un vezzo di avvocati senza scrupoli, trasformandosi, poi, in una vera e propria strategia legale. Oggi, è importante parlarne, perché incombe il tremendo rischio di una “normalizzazione della cultura del conflitto e della mistificazione dei bisogni affettivi”. A questo proposito, analizzeremo la Sindrome da alienazione genitoriale, che costituisce un valido modello di genitore distruttivo, il quale rende quel tunnel una strada senza uscita, una vera e propria trappola in cui i figli diventano ostaggi. La Sindrome di alienazione genitoriale o PAS, dall’acronimo di Parental Alienation Syndrome, descritta e sistematizzata per primo da Richard Gardner, è una delle più gravi patologie da separazione, un disturbo psicologico che può insorgere nei figli, a seguito del loro coinvolgimento in separazioni conflittuali, non appropriatamente mediate. Un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienante) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di “lavaggio del cervello” o “programmazione”, poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione. E’ proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS. In presenza di reali abusi o trascuratezza, detta diagnosi non è applicabile. La Pas è prodotta da una programmazione dei figli da parte di un genitore patologico (alienante), un sistematico lavaggio del cervello che porta i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti e ad esibire astio e disprezzo ingiustificato e continuo verso l’altro genitore (alienato). Le tecniche di programmazione prevedono l’uso di espressioni: denigratorie riferite all’altro genitore; false accuse di trascuratezza; false accuse di violenza o abuso anche sessuale; costruzione di una realtà virtuale familiare di terrore e vessazione. Tutto ciò genera nei figli profondi sentimenti di paura, diffidenza e odio verso il genitore alienato, quindi si alleano con il genitore “sofferente” e si mostrano contagiati da questa sofferenza, esprimendo in modo apparentemente autonomo astio, disprezzo e denigrazione contro il genitore alienato.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 04 Ottobre 2009 13:32 |
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