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Psicologia Giuridica - Reati sessuali
Lunedì 20 Luglio 2009 18:43

I Criteri diagnostici per la Pedofilia sono i seguenti (DSM-IV-TR):

A. Durante un periodo di almeno 6 mesi, fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano attività sessuale con uno o più bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli).

B. La persona ha agito sulla base di questi impulsi sessuali o gli impulsi o le fantasie sessuali causano considerevole disagio o difficoltà interpersonali.

C. Il soggetto ha almeno 16 anni ed è di almeno 5 anni maggiore del bambino o dei bambini di cui al Criterio A.

Nota: Non includere un soggetto tardo-adolescente coinvolto in una relazione sessuale perdurante con un soggetto di 12-13 anni.

 Analizzando questi criteri, sorgono dei dubbi e delle domande:

  1. "Durante un periodo di almeno 6 mesi": se tale periodo fosse di 4 o di 5 mesi, il soggetto non apparterrebbe alla categoria della pedofilia?
  2. "comportamenti ricorrenti": che senso si dà a quel "ricorrenti"? Se un soggetto avesse dei comportamenti non ricorrenti non sarebbe un pedofilo?
  3. "fantasie": che si intende con questo termine? Un soggetto che fantastica di avere un rapporto sessuale con un bambino può essere considerato un pedofilo e, provocatoriamente, se un soggetto avesse delle fantasie omicide sarebbe considerato un assassino o un potenziale assassino?
  4. "attività sessuale con uno o più bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli)": dunque questo criterio afferma che se un adulto dovesse costringere ad un rapporto sessuale un adolescente di anni 15, non sarebbe un pedofilo?
  5. Il Criterio B: se il soggetto non provasse alcun disagio o non avesse alcuna difficoltà interpersonale?

 

Queste sono solo alcune domande che sorgono, ma in verità la letteratura scientifica ne pone molte altre. Questa ambiguità sul tema di certo non favorisce un approccio chiaro e lineare al problema. Basti pensare che la pedofilia, secondo il DSM-IV-TR, appartiene alle parafilie, dunque un disturbo da curare, mentre il pedofilo che viene arrestato sconta la sua pena nel carcere, in una sezione dedicata ai condannati per reati sessuali. Da una parte si afferma la necessità di una cura per questi soggetti, dall'altra si afferma l'impossibilità trattamentale poiché vengono considerati alla stregua di qualsiasi altro detenuto, cioè capaci di intendere e volere, per cui non necessitano di nessuna cura particolare al di fuori del lavoro di routine degli operatori sanitari del carcere. Tuttavia per questi soggetti, una volta scontata la pena, esiste un alto rischio di recidiva.

I pedofili sostengono (tramite diverse associazioni e movimenti) la spontaneità e la genuinità del loro "amore" nei confronti dei bambini. Non si reputano pedofili violenti, ma amici dei bambini ai quali non va negato il diritto di scegliere se amare, in poche parole sefare sesso con un adulto oppure no.

Questa è una delle vignette recuperate su un sito (attualmente oscurato) di una nota associazione danese di pedofili:

Come si può notare, questi soggetti cercano di fare della "controinformazione pedofila" sostenendo che il diritto dei minori di scegliere è sacrosanto. Addirittura, nei loro siti web, citano anche presunti articoli scientifici a sostegno delle loro tesi.

Leggi di riferimento: legge 66/96 - legge 38/06

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Dicembre 2009 16:33
 

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