| Pedofilia, i silenzi colpevoli |
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| Psicologia Giuridica - Reati sessuali | |
| Domenica 24 Gennaio 2010 18:43 | |
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Articolo pubblicato in data 24/01/10 sul quotidiano Calabria Ora.
Questo è solo un piccolo resoconto estratto da un sito di un'associazione di pedofili danesi, per la precisione la “Danish Pedophilie Association”. I contenuti, ovviamente, sono tanto deliranti quanto sconcertanti. Non sono presenti immagini o video pedopornografici, ma soltanto tantissime informazioni, anche “scientifiche”, sulla pedofilia. Essa è considerata non come una malattia bensì come un orientamento sessuale alla stregua dell'omosessualità. Il bambino ha tutto il diritto e la facoltà di effettuare una scelta sessuale, cioè sarebbe in grado di praticare sesso con un adulto in modo consenziente, senza alcun problema di sorta. La pedofilia, sempre secondo l'associazione, è diventata un problema politico, ma non è una malattia, anche perché non sono mai state scoperte e/o inventate delle cure specifiche. E' una cosa naturale, così come lo è festeggiare nel mese di giugno (l'anno scorso si è celebrato il 27 giugno) l' IBLD – International BoyLove Day, la giornata mondiale dei pedofili. Sempre sul sito sono presenti anche 11 punti in cui si cerca di sfatare molti miti che condannano la pedofilia, come ad esempio il punto 2: “Il bambino può tirarsi indietro quando vuole. L'adulto rispetta il desiderio del bambino e non lo/la rimprovera per questo”. Potrei occupare intere pagine di contenuti simili, ma credo che possa già bastare. L'intento è suscitare l'interesse dell'opinione pubblica nei confronti di un problema fortemente serio ed importante che non si verifica esclusivamente ogniqualvolta apprendiamo notizie dai mass media, ma abusi sessuali su minori accadono sempre, ogni giorno e soprattutto ovunque. Generalmente si è portati a credere che la pedofilia esista solo in ambienti degradati, famiglie rovinate e di basso status socio-economico, ma non è così. Il pedofilo potrebbe essere chiunque, dal colletto bianco allo studente universitario. Secondo alcune statistiche la maggior parte di abusi sessuali si verificherebbe tra le mura domestiche, proprio nel luogo in cui un bambino dovrebbe sentirsi maggiormente protetto, invece spesso rappresenta la sua prigione. Il bambino è il soggetto ideale su cui sfogare la propria sessualità malata: giovane, indifeso, innocente e, soprattutto, inconsapevole. Le vittime possono essere di genere maschile o femminile, anche se il primo sembra essere prevalente. Potrei riportare qualche statistica del fenomeno, ma non avrebbe molto senso poiché la pedofilia è un fenomeno oscuro. Le percentuali non rappresenterebbero mai il numero quantitativo reale, ma risulterebbero solo delle sotto stime (vedi il concetto di “numero oscuro” di Sutherland). Esiste una sostanziale differenza tra il pedofilo e l'abusante. Il primo è maggiormente attratto sessualmente da un bambino, il secondo può avere attrazione nei confronti di un giovane, ma può anche avere rapporti sessuali con adulti di qualsiasi genere. Il DSM-IV utilizza dei criteri diagnostici poco chiari ed ambigui per la pedofilia inquadrandola all'interno delle “Parafilie”. Il pedofilo, una volta arrestato, è considerato dalla Giustizia una persona sana, capace d'intendere e di volere per cui è costretto a scontare la sua condanna all'interno di un carcere normale. Tuttavia la pedofilia è un disturbo e, come tale, quantomeno si dovrebbe cercare di curarlo attraverso programmi specifici di trattamento. Tutto questo non avviene, ad esclusione di alcuni interventi sperimentali. Il pedofilo, trattato come un normale detenuto, difficilmente modificherà spontaneamente il suo orientamento sessuale, per cui una volta terminata la condanna sarà nuovamente libero di cacciare nuove giovani prede. E' un problema gravissimo, non risolvibile facilmente. Altro fenomeno ancora poco conosciuto è quello relativo ai minori sex offenders (juvenile sex offenders), cioè giovani minori che compiono reati sessuali nei confronti di coetanei. Il fenomeno sembra essere in aumento e, come al solito, sottovalutato. Negli USA questo problema è sotto la lente di ingrandimento degli studiosi almeno da un ventennio, in Italia è solo da qualche anno che se ne parla. Il reato sessuale nei confronti di bambini è considerato un reato “infame”, uno dei peggiori tra le azioni criminali, e paradossalmente si è quasi portati a respingerlo. E' come se il silenzio diminuisse l'entità e la gravità del fenomeno. Un esempio recente è l'inchiesta svolta da Calabria Ora all'interno della stazione ferroviaria di Cosenza, nei cui bagni si prostituivano dei giovanissimi rom. Un via vai di persone che consumavano la loro prestazione sessuale con minori, pagando poche decine d'Euro. Eppure, a mio avviso, è impossibile non accorgersene, seppur la stazione sia quasi sempre deserta. E' lo stesso silenzio che accompagna alcuni professionisti a contatto con i bambini: “Ho avuto il sospetto, ma non me la sono sentita, ho avuto un rifiuto, non ci ho voluto credere”. Un silenzio omertoso e, soprattutto, complice che fa diventare iprocriti nel momento in cui si condanna la pedofilia. La caccia alle streghe non serve ed è molto pericolosa, ma è necessaria una maggiore sensibilizzazione su questa tematica poco conosciuta nello specifico, molto discussa, invece, ad un livello superficiale. La prevenzione parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza, l'ignoranza termina nel silenzio e nell'indifferenza. Marco Pingitore
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| Ultimo aggiornamento Domenica 24 Gennaio 2010 18:48 |
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