| La percezione del crimine secondo il modello strategico integrato |
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| Psicologia Giuridica - Devianza e criminalità | |
| Venerdì 17 Luglio 2009 15:10 | |
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Titolo: La percezione del crimine secondo il modello strategico integrato Autori: Maria Claudia Biscione *, Marco Pingitore **, Fabio Grimaldi *** Anno: 2009 Abstract I recenti studi criminologici evidenziano come nello studio della criminogenesi, quando si compie un reato avviene una distorsione percettiva. Commettere un crimine produce in termini di vantaggi la sperimentazione con successo della trasgressione non riscontrando a livello percettivo valide alternative. La sfida, il confronto con gli altri e la gestione delle proprie capacità appaiono livelli più immediati e raggiungibili all'interno di un contesto deviante rispetto ad una più probabile possibilità d'azione in contesto di legalità. L'individuo anticipa mentalmente e costantemente gli effetti delle proprie azioni e la devianza, intesa come atto criminoso, rappresenta un modo per attrarre su di sé l'attenzione di chi gestisce il controllo. Si percepisce il crimine come amplificatore comunicativo aumentando la probabilità di diffondere i significati e rendendo, di fatto, più evidente e marcato il messaggio dell'autore. In ottica costruttivista il crimine è percepito come raggiungimento di effetti strumentali ed espressivi, i primi legati ad obiettivi e vantaggi di tipo pragmatico, i secondi collocati prevalentemente ad un livello cognitivo di latenza. Nell'ambito informatico lo studio della percezione del crimine diventa ancora più interessante e stimolante poiché secondo gli studi criminologici esiste una reale distorsione percettiva nel momento in cui si compie un reato durante la navigazione in internet. Molti adolescenti, ma anche adulti, sembra non riescano a percepire come reato effettuare il download di materiale coperto da copyright poiché considerano tale gesto come impersonale, ritenendo di non produrre danni economici diretti e di non causare danno evidente alla collettività. Inoltre sembra non siano a conoscenza delle normative vigenti in materia di diritto d'autore. Intervenire su un piano criminologico significa comprendere e definire gli obiettivi strettamente connessi al sistema normativo costituito dall'impatto sociale, familiare, culturale, educativo, psicologico, rappresentativo che le norme hanno sulle persone. Prevenire intervenendo su un piano scientifico analizzando e studiando tale impatto; su un piano pragmatico, sviluppare programmi di educazione alla legalità e alla responsabilità, focalizzando l'attenzione sulla conoscenza e apprendimento delle norme dei contesti di riferimento.
* Psicologo-Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo giuridico ** Psicologo, Criminologo, Psicodiagnosta, Presidente AIPSI - Associazione Italiana di Psicoterapia Strategica Integrata *** Psicologo, Vice-Presidente AIPSI – Associazione Italiana di Psicoterapia Strategica Integrata
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Ottobre 2009 12:28 |
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