| Analisi azione deviante |
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| Psicologia Giuridica - Devianza e criminalità | |||
| Domenica 11 Ottobre 2009 06:33 | |||
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L'analisi dell'azione deviante sviluppata dal Prof. Gaetano De Leo e della Prof.ssa Patrizia Patrizi (1992, 1999) pone le sue basi essenzialmente nel costruttivismo (Kelly). Essa prende spunto dalla teoria della GDA (Goal Directed Action) di Harré e Von Cranach (1991) che considera le azioni di un soggetto come sempre dirette ad un obiettivo, ad uno scopo. Per scopo si intende anticipare mentalmente gli effetti d'azione.
Il comportamento manifesto corrisponde alle caratteristiche direttamente osservabili dell'azione La cognizione cosciente corrisponde ai processi mentali messi in atto dal soggetto (scopi, strategie) Il significato sociale corrisponde alle regole, norme, controllo
In pratica "i significati sociali esercitano il controllo delle cognizioni che organizzano e orientano il comportamento" [1992]. Ogni soggetto anticipa continuamente gli effetti delle proprie azioni. Un esempio: un minore che decide di rapinare il proprio compagno a scuola organizza e pianifica il suo piano anticipando mentalmente le azioni. Egli pensa a come mettere in atto la rapina, si procura un taglierino, stabilisce un luogo in cui far scattare l'aggressione, decide di indossare determinati indumenti. Successivamente passa all'azione che oltre ad essere stata anticipata mentalmente, può anche subire delle ristrutturazioni nel caso in cui qualcosa andasse come non programmato. Il soggetto dopo la rapina ha provocato due tipologie di effetti: strumentali ed espressivi. I primi appartengono ai vantaggi immediatamente visibili come i soldi o gli oggetti rapinati ("Ho bisogno di soldi e decido di fare una rapina"). I secondi, appartengono ad una sfera di latenza, si riferiscono ai vantaggi non direttamente visibili e gli autori li suddividono in:
Naturalmente per approfondimenti si rimanda ai volumi segnalati in bibliografia (e non solo), ma possiamo concludere riprendendo e completando l'esempio di cui sopra. Il minore rapina il suo compagno di classe ottenendo così dei vantaggi strumentali. Quelli espressivi si riferiscono, in questo caso, al rafforzamento della propria idendità, della leadership. Se fossero presenti alla rapina dei compagni spettatori, il significato dell'azione assumerebbe una valenza molto importante in termini comunicativi al gruppo classe. Il soggetto deviante, oltre a rapinare per ottenere vantaggi strumentali, comunica agli altri la propria forza, la propria audacia, dimostra agli altri chi è più forte, ecc ecc. Oltre a ciò, manda messaggi anche al controllo che in questo caso potrebbe rappresentare la scuola e chi dovrebbe vigilare all'interno dell'istituto ("Ho commesso una rapina all'interno della vostra scuola, non vi siete accorti di nulla, sono più furbo di voi"). Bibliografia De Leo G., Patrizi P., 1992, La spiegazione del crimine, il Mulino De Leo G., Patrizi P., 1999, La spiegazione del crimine, il Mulino De Leo G., Patrizi P., 2002, Psicologia della devianza, Carocci Von Cranach M., Harré R., 1991, L'analisi dell'azione, Giuffré Milano
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Ottobre 2009 16:58 |
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