19 Dicembre 2010
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Psicologia Giuridica -
Abusi sessuali su minori
Intervista al Prof. Davide Dèttore.
1. Grazie per aver accettato quest'intervista. Sono passati quasi 15 anni dalle legge n. 66 del 1996. Quanto è stato fatto e quanto ancora deve essere fatto in materia di abusi sessuali su minori?
Senza dubbio la legge è stata un grande passo avanti, ma avrebbe dovuto essere accompagnata da tutta una serie di processi di formazione mirati a magistrati e forze dell'ordine, per trasferire competenze necessarie a svolgere le indagini e le interviste alle presunte vittime di abuso, oltre che a fare un'adeguata accoglienza al momento della denuncia. Malgrado l'istituzione di personale dedicato a questi compiti in talune procure e commissariati, rimane ancora grande l'impreparazione in questo campo, con gravi danni sia di tipo procedurale e legale sia in ambito psicologico per i minori.
2. Sulla rivista "Maltrattamento e abuso all'infanzia" (vol. 11, n. 2 giugno 2009) è stata pubblicata una sua ricerca condotta insieme al Dott. Innocenti. Avete analizzato alcune perizie di validation in tre Tribunali italiani, rilevando molte procedure "scorrette", cioè non seguivano la metodologia scientifica riconosciuta a livello internazionale. Qual è la sua riflessione in proposito?
Riprendo quanto detto prima: l'importanza di una formazione specifica, aggiornata e scientificamente fondata su lavori internazionali relativa alle procedure peritali. L'approssimazione e la ignoranza scientifica in proposito è ancora grande. Occorre che anche i magistrati siano al corrente delle corrette procedure peritali per respingere le perizie mal fatte e rifiutare il loro pagamento, per cercare di motivare i periti ad aggiornarsi almeno in base a considerazioni finanziarie, se non sono sensibili alla serietà professionale.
3. Davanti ad un Magistrato che afferma: "La carta di Noto non è una legge, per cui io posso procedere diversamente", cosa bisognerebbe rispondere?
Questa è una dimostrazione dell'ignoranza anche dei magistrati. E' vero che il giudice è peritus peritorum, ma anche lui deve basarsi su dati scientifici e condivisi dalla comunità di esperti.
4. Non crede che Avvocati e Psicologi che lavorano in questo ambito debbano obbligatoriamente effettuare formazione in Psicologia Giuridica?
Direi che quanto ho detto prima non può che portare a una risposta affermativa a tale domanda; estenderei, come già rilevato, la formazione anche ai magistrati.
5. L'Italia, confrontandola con gli altri Paesi europei, com'è collocata a livello giurisprudenziale in materia di abusi sessuali su minori?
Attualmente in modo più adeguato che rispetto a un tempo. Manca assolutamente, invece, ogni riferimento legislativo al problema del trattamento degli abusatori. E' ben noto come il rischio di recidiva in queste persone sia particolarmente elevato, in particolare per gli abusatori pedofili che abusano di bambini maschi estranei alla famiglia, che, come la ricerca ha dimostrato, sono quelli a rischio più elevato; nei paesi più avanzati in questo campo, sono previsti percorsi di trattamento da effettuare in carcere ed eventualmente in regime di libertà vigilata obbligatori per quanti sono stati riconosciuti colpevoli di tali reati. Nulla di ciò esiste in Italia, che effettua solo un intervento punitivo con la reclusione, senza utilizzarla per diminuire i rischi di recidiva. I pochissimi programmi in tal senso esistenti in Italia, come quello di cui sono il responsabile scientifico presso il carcere di Prato, sono finanziati con fondi che non provengono dal Ministero di Giustizia; questo è davvero grave e non degno di un paese civile, come l'Italia dice di essere.
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