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Diritto e legge
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  • Questioni in tema di condominio

    di Oliviero Formenti, avvocato del foro di Busto Arsizio

    1. Definizione e caratteri del condominio.

    L'espressione "condominio" designa sia il diritto soggettivo di natura reale (la proprietà comune) concernente le parti dell'edificio di uso comune sia l'organizzazione del gruppo dei condomini, finalizzata alla gestione delle cose, degli impianti e dei servizi e composta essenzialmente dalle figure dell'assemblea (organo collegiale deliberativo) e dell'amministratore (organo esecutivo, considerato dalla giurisprudenza dominante come mandatario dei condomini).



  • Il responsabile unico del procedimento nel codice dei contratti pubblici PT.3

    di Diana Argenio, Avvocato in Bologna

     

    4. (Le funzioni del RUP; inquadramento normativo generale).

    L’art. 10, commi 2° e 3° del Codice De Lise fornisce un’elencazione generalissima e meramente esemplificativa dei compiti attribuiti al RUP.

    In particolare – anticipato in termini più ampi che “il responsabile del procedimento svolge tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal presente codice, ivi compresi gli affidamenti in economia, e alla vigilanza sulla corretta esecuzione dei contratti, che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti” (art. 10, comma 2° D.Lgs. 163/06) – nell’art. 10, comma 3° (lettere da a ad f) vengono sostanzialmente riprodotti i compiti già previsti dall’art. 7, comma 3° L. 109/94 (come modificata dalla cd. Merloni ter, L. 415/1998), con la non trascurabile novità che detta elencazione appare applicabile anche al settore delle forniture e dei servizi.

  • Il responsabile unico del procedimento nel codice dei contratti pubblici PT.2

    di Diana Argenio, avvocato in Bologna

     

    3. (Il RUP nella normativa sui contratti pubblici).

    3.1. (La designazione del RUP: atto formale di nomina individuale ed effetti della mancata comunicazione).

    In conformità a quanto sancito dall’art. 5 della L. 241/1990, nel settore dei contratti pubblici vige la regola secondo cui il provvedimento di nomina del RUP rientra nella competenza del dirigente dell’unità organizzativa responsabile della procedura.

    In difetto di tale provvedimento, il ruolo viene assunto dal dirigente medesimo, se specificamente previsto dalle disposizioni interne della singola amministrazioni,[1] ovvero dal funzionario preposto all’unità organizzativa competente, secondo i più generici dettami dell’art. 5, comma 2° L. 241/1990, comunque applicabili [2].

  • Holding e avvalimento infragruppo

    di Catia Bibi

    1. I caratteri delle Holding

    Nel nostro ordinamento giuridico le holding si riconducono alla previsione legislativa delle società controllate prevista dall’art. 2359 del Codice Civile, dove:

    “Sono considerate società controllate:

    1) le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;

    2) le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;

    3) le società che sono sotto l’influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa”.

  • Il Responsabile Unico del procedimento nel codice dei contratti pubblici PT.I

    di Diana Argenio, avvocato in Bologna

    Articolo in 3 parti.

     

    Sommario.

     

    PARTE I

     

    § 1. Il richiamo all’istituto generale del responsabile del procedimento previsto nella L. 241/1990 e l’estensione della disciplina del RUP agli appalti di servizi e forniture; § 2. Ruolo e funzioni del RUP nella normativa in materia di procedimento amministrativo; cfr. artt. 4 e 5 della L. 241/1990;

    PARTE II

     

    § 3. Il RUP nella normativa sui contratti pubblici; § 3.1. segue La designazione del RUP: atto formale di nomina individuale ed effetti della mancata comunicazione; § 3.2. segue Requisiti professionali e tecnici e non delegabilità delle competenze; § 3.3. segue I soggetti ausiliari: i compiti di supporto tecnico alle attività del RUP;

     

    PARTE III

     

    § 4. Le funzioni del RUP; inquadramento normativo generale; § 5. Profili di responsabilità del RUP ed il nuovo obbligo di rendiconto


     

    Parte I.

     

    1. (Il richiamo all’istituto generale del responsabile del procedimento previsto nella L. 241/1990 e l’estensione della disciplina del RUP agli appalti di servizi e forniture).

    Il Codice dei contratti pubblici tiene conto dell’istituto generale del responsabile del procedimento così come previsto nella L. 241/1990, tanto da farne espresso richiamo all’interno dell’art. 10.

    Premesso che per amministrazioni aggiudicatrici s’intendono solo “le amministrazioni dello Stato; gli enti pubblici territoriali; gli altri enti pubblici non economici; gli organismi di diritto pubblico; le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti” (cfr. art. 3, cod. contr.), l’art. 10 comma 1° stabilisce appunto che “Per ogni singolo intervento da realizzarsi mediante un contratto pubblico, le amministrazioni aggiudicatrici nominano, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, un responsabile del procedimento, unico per le fasi della progettazione, dell’affidamento, dell’esecuzione”.

  • Modello per la testimonianza scritta

    Finalmente è on-line il modulo ufficiale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1.03.10, serie generale n. 49, per la presentazione della testimonianza scritta. L'istituto è stato introdotto nel nostro ordinamento con la legge n. 69 del 2009 che ha aggiunto al codice di procedura civile l'art. 257 bis che si riporta:



  • Prime prassi applicative del procedimento sommario di cognizione

    di Ferdinando Aricò

    Con l’intento di accelerare l’attività del Giudice civile il legislatore ha introdotto, con il d.lgs. n. 59 del 2009, un nuovo giudizio: il processo sommario di cognizione.

    Il nuovo rito ad oggi ha già trovato delle applicazioni giurisprudenziali volte a chiarirne la portata applicativa e ad integrare il contenuto di una disciplina che da subito è apparsa lacunosa[1].

    In particolare i profili su cui queste sentenze ad ora sono intervenute riguardano:

    • la precisazione delle cause che devono intendersi devolute alla cognizione del giudice monocratico e di conseguenza, ai sensi dell’art. 702 bis, deve ritenersi ammissibile il rito de qua;

    • il momento preclusivo per la formulazione di nuove richieste istruttorie;

    • cosa deve intendersi per istruzione sommaria della causa;

    • la compatibilità dell’art. 81 bis in tema di calendario del processo con il rito sommario di cognizione.

    • Inammissibilità del ricorso ex art. 696 bis in presenza di clausola compromissoria

      di Ferdinando Aricò,

      In una complessa controversia attinente un appalto (definito “a formazione progressiva”) relativo alla ristrutturazione di un edificio di grande pregio architettonico, la società appaltante ricorre ai sensi dell’art. 696 bis onde ottenere consulenza tecnica d’ufficio in ordine: - ai tempi e costi della realizzazione dell’opera, di cui lamentava l’ingiustificato aumento in corso d’appalto, - alla prevedibilità ex ante dell’aumento medesimo nell’ipotesi in cui l’attività fosse compiuta con l’ordinaria diligenza.



    • Il Sistri (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti)
      di Paola Calabritto, Avvocato del Foro di Bologna

      Entrerà a pieno regime operativo il 12 luglio 2010 (e per alcuni soggetto il 13 agosto 2010) il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), istituito con il D.M. 17 dicembre 2009 pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 10 alla G.U. n. 9/2010, in attuazione dell’art. 189 del d.lgs. 152/06 e dell’art. 14 bis del d.l. n. 78/09.

    • Orientamenti giurisprudenziali in tema di assegnazione della casa coniugale in sede di separazione e di divorzio

      di Paola Calabritto, Avvocato del Foro di Bologna

      L’assegnazione della casa coniugale in sede di separazione e di divorzio è regolata rispettivamente dagli articoli 155 quater codice civile e 6, 6° comma della legge 898/70 (legge sul divorzio).

      Non v’è dubbio che, in occasione della crisi matrimoniale, l’assegnazione della casa adibita a residenza della famiglia rappresenti uno degli argomenti di maggior conflitto, considerato che, in tale tematica, vengono a scontrarsi esigenze e diritti contrapposti, tutti oggetto di esplicita tutela costituzionale: da un lato, l’esigenza del coniuge, non proprietario, di continuare ad abitare nella casa che ha rappresentato il centro degli affetti e dell’organizzazione domestica; dall’altro, la necessità di tutelare il diritto, costituzionalmente garantito, alla proprietà privata.



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