| Minori e reati sessuali |
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| Criminologia - Juvenile Sex Offenders | |
| Mercoledì 31 Marzo 2010 15:03 | |
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Articolo pubblicato sul periodico calabrese "Iniziativa" (n.3 Marzo 2010) Negli USA se ne parla da almeno un ventennio, in Italia, invece, la letteratura scientifica è molto scarsa e solo da poco tempo sono apparsi i primi articoli ed interventi durante i Convegni. Sto parlando del fenomeno dei minori sex offenders (juvenile sex offenders), ossia dei minori che commettono reati di natura sessuale. Di solito siamo stati abituati, attraverso i mass media, ad apprendere notizie di abusi e violenze sessuali a danno di minori, mentre esiste una realtà, secondo alcuni dati in forte crescita, in cui il minore è carnefice, non una vittima. I dati statistici americani e italiani sono poco chiari e non permettono una descrizione dettagliata del fenomeno. Quelli oltreoceano si rifanno spesso a ricerche scientifiche effettuate su campioni variabili di minori sex offenders, mentre quelli italiani soffrono di carenza strutturale. Per poter comprendere il profilo del minore che commette un reato sessuale è necessario mettere in evidenza che le sue vittime possono essere coetanee per lo più conoscenti oppure adulti sconosciuti. La classificazione più frequente considera diversi aspetti tra cui l'età del minore e della vittima, l'eventuale relazione tra i due (relationship), genere di carnefice e vittima (maschi o femmine), eventuale uso di violenza, caratteristiche dell'abuso (penetrazione vaginale o anale, rapporti orali ecc.), eventuale comorbidità psichiatrica. Questi sono gli aspetti maggiormente presi in considerazione in alcune ricerche scientifiche statunitensi, ma a mio avviso sarebbe importante anche considerare l'eventuale uso di armi durante il reato, se questo sia stato commesso singolarmente o in gruppo e se la violenza sia stata ripresa tramite videocamera o videofonino. Quest'ultimo aspetto viene anche denominato come “Snuff Movies”, video contenenti scene di sesso e violenza (spesso anche di morte) che vengono successivamente pubblicati e diffusi su internet con l'evidente scopo di commercializzare il prodotto, ma soprattutto, pensando ad un minore deviante, per accrescere la propria leadership tra i pari, dimostrando così la propria forza e coraggio. Il minore che commette reati sessuali può aver subito a sua volta abusi sessuali in passato, può essere affetto da disturbi psichiatrici, ma in questa sede mi preme mettere in risalto il minore deviante. La devianza non è altro che una forma disfunzionale di comunicazione. Il ragazzo inizia a sperimentare la devianza dopo aver tentato innumerevoli soluzioni alternative per comunicare il proprio disagio. A scuola i scarsi risultati scolastici e i comportamenti contro le norme, in famiglia condotte oppositive e dinamiche conflittuali, in società i primi piccoli reati. Pensare ad un giovane come un soggetto passivo che subisce la realtà che lo circonda è, probabilmente, uno degli errori metodologici più importanti e frequenti. E' vero che spesso un giovane, vissuto in un ambiente socio-familiare-culturale disagiato, potrebbe ritrovarsi con poche alternative di scelta, ma è anche vero che direzionare le proprie azioni verso la devianza significa effettuare una scelta consapevole causata da un'anticipazione mentale degli effetti della devianza, analizzando continuamente vantaggi e svantaggi che quella specifica azione deviante produce. Il minore, così come l'adulto, è un soggetto attivo che costruisce la propria realtà, seppur disfunzionale, attraverso la migliore strategia possibile per raggiungere il proprio obiettivo (Goal Directed Action). Compiere una rapina non è altro che un raggiungimento di uno scopo strumentale evidente (soldi) e di uno espressivo latente (costruzione identità, affermazione leadership, comunicazione, sfida, controllo). Compiere una rapina ai danni di una coetanea o di una persona adulta, commettendo anche una violenza sessuale, è uno spingersi oltre il “solito” atto deviante. Per questo sarebbe importantissimo conoscere e analizzare la caratteristica dell'abuso. Esiste una notevole differenza tra un minore che commette uno stupro completo di penetrazione e chi, invece, si limita a palpare la vittima o a costringerla a subire altri tipi di abusi sessuali. Simbolicamente violentare una donna potrebbe rappresentare una dominanza assoluta nei confronti di una figura femminile che incute in qualche modo timore o che viene odiata e/o disprezzata per qualche motivo. Il minore compie quasi sempre una distorsione percettiva nei confronti della sua vittima deumanizzandola o attribuendole responsabilità dell'accaduto (“è stata lei a provocarmi”, “era consenziente”). Un problema annoso e, al momento, difficile da risolvere è la pena per questi giovani carnefici. Il carcere, a mio avviso, è utile e necessario solo se accompagnato da un intervento specifico e mirato per lavorare sul comportamento deviante, su eventuali disturbi di natura psicologica/psichiatrica e sulla diminuzione della recidiva. Chi compie reati sessuali, di solito, è portato a ripeterli una volta fuori dal carcere. Tuttavia a differenza degli adulti, i soggetti giovani sono ancora recuperabili se si interviene in tempo. Alcune ricerche scientifiche statunitensi hanno messo in rilievo la totale assenza di recidiva in giovani che hanno seguito un trattamento all'interno del carcere. Purtroppo in Italia siamo ancora indietro dal punto di vista scientifico. Molti professionisti del settore non conoscono le caratteristiche del fenomeno e trattano gli autori di reati sessuali in modo analogo di chi ha commesso una rapina o un crimine informatico. Esistono attualmente due strumenti molto validi per valutare il rischio di recidiva nei giovani sex offenders. Il primo si chiama ERASOR, il secondo J-SOAP-II. Quest'ultimo è una checklist che valuta diversi aspetti della personalità e del background familiare-sociale del minore. Di recente ho ottenuto l'autorizzazione dagli autori statunitensi per poterlo tradurre nella nostra lingua e da qualche settimana è disponibile online. Marco Pingitore
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| Ultimo aggiornamento Martedì 18 Maggio 2010 14:14 |
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