22 Luglio 2009
Posted in
Criminologia -
Crimini informatici
Ormai internet è sinonimo di libertà, ma anche di "zona franca" per chi viola la legge commettendo reati. Il termine Cloud Computing è utilizzato per indicare tutta una serie di teconologie informatiche utilizzate in remoto. E' utile sapere di cosa si tratta perché attraverso questi mezzi potrebbero diffondersi canali difficilmente rintracciabili dalle forze dell'ordine. Un esempio pratico: per poter condividere un file illegale (video pedoporno) sono costretto ad inviarlo via email o a fare l'upload sul server di un sito o pubblicarlo in un forum privato e così via. Tutte operazioni rintracciabili. Da un po' di tempo a questa parte sta prendendo sempre più piede l'utilizzo di hardware, in questo caso di hard disk, non di proprietà personale. Possiedo un file illegale, lo posiziono in un hard disk virtuale e decido di condividerlo con chi voglio. Anche questa operazione, come tutte su internet, è rintracciabile, ma potenzialmente più sicura perché non è rintracciabile dallo screening che si effettua sui siti web. L'informatica si sta dirigendo verso il Cloud Computing, lo dimostrano il nuovo sistema operativo Google Chrome OS e il pacchetto Microsoft Office 2010. Un esempio di hard disk virtuale per gli utenti linux è Ubuntu One, per utenti Windows Live SkyDrive.
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