04 Dicembre 2010
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Criminologia -
Crimini informatici
In questi giorni non si fa altro che parlare del caso WikiLeaks. Le scottanti rivelazioni del sito hanno portato alla ribalta, forse mai prima d'ora, il tema di internet e della sua sicurezza.
Oggi la gente ha compreso che il web è in grado di minare i rapporti diplomatici tra i vari Stati del mondo, figuriamoci cosa potrebbe fare maggiormente. Il web è e sarà il nuovo campo di battaglia e i computer le varie trincee. La terza guerra mondiale si combatterà a colpi di di mouse e forse è già iniziata. Pensiamo per un attimo solo allo scenario che potrebbe configurarsi se Google decidesse di mettere a nudo contenuti di ricerche, email, chat, insomma pubblicare online contenuti riservati. Essendo un'azienda solida e quotata in borsa non potrebbe mai verificarsi, ma resta il fatto che altre azioni subdole sono possibili. Come ad esempio passare informazioni alla CIA.
Finalmente WikiLeaks ha svegliato le masse dormienti e passive che guardano ancora troppo la TV e si connettono troppo spesso su Facebook in modo del tutto infruttuoso. Finalmente si parla di server, di attacco DoS, di reati informatici. Prove tecniche attuali di ciò che potrebbe accadere in un futuro prossimo. Internet non è solo social network o email, ma è anche una Comunità virtuale con tutte le caratteristiche di quella reale.
La sicurezza sul web è troppo poco presa in considerazione. Spesso e volentieri non fa parte delle nostre abitudini fare attenzione alla sicurezza del proprio pc, ma, con i dovuti limiti, è come lasciare la porta di casa aperta o uscire senza attivare l'allarme.
Si provi a leggere questo documento di WikiLeaks in cui spiega come mettere in guardia gli utenti che desiderano inviare materiale scottante.
Il tempo è giunto, non possiamo ancora far finta di niente.
4 dicembre 2010 - Marco Pingitore
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