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Ossessione omicida Stampa E-mail
Criminologia - Calabria Ora
Giovedì 13 Agosto 2009 17:37

Articolo pubblicato su Calabria Ora il 13/08/09

La vicenda di Soverato è l'ennesima dimostrazione di una Giustizia italiana poco coerente e molto macchinosa e parallelamente mette in risalto, nuovamente, gli omicidi scaturiti dall'ossessione. Ormai si parla tanto di stalking che da poco tempo è diventato anche reato nel nostro Paese. Assillare e molestare continuamente un partner perché non si riesce ad accettare l'idea del rifiuto e della perdita dell'oggetto d'amore che poi, a mio avviso, in questi casi l'Amore c'entra poco e niente. Quello che conta è l'idea ossessiva che pervade la mente e il corpo di uno dei due partner: “l’amavo da morire, avrei voluto che fosse per sempre la mia donna” avrebbe riferito il Campise. Probabilmente, l'amore era rivolto a se stesso più che alla povera ragazza. Quando si cade nella trappola dell'idea ossessiva, l'altro non esiste più, avviene un distacco dalle emozioni che non permette di vedere il partner come una persona, ma come una sorta di oggetto. Il “raptus” di follia potrebbe significare tutto e niente, non è certo un alibi dietro cui nascondersi, ma un punto di partenza per affrontare una cura specifica che, sicuramente, non verrà attuata durante la permanenza in carcere.

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Settembre 2009 10:46
 

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