Convegno

 
11 febbraio 2012
Sala "De Cardona" - BCC Mediocrati - Rende (CS)
 
 

Articolo pubblicato su Calabria Ora il 16/07/09

L'arresto di Luca Bianchini, il presunto stupratore seriale, ha sollevato un polverone mediatico per via delle due facce della stessa medaglia che connotano il soggetto: da una parte l'irreprensibile uomo dedito al lavoro e alla politica, dall'altra il perverso uomo che in casa possedeva film porno e roba satanica. Premesso che ancora le indagini sono in corso, prendo spunto da questo caso per soffermarmi su un aspetto molto importante. Il Bianchini avrebbe commesso un tentato stupro all'età di 19 anni e, successivamente, rimesso in libertà. I Giudici lo lasciarono andare perché “incapace di intendere e di volere” e non pericoloso socialmente. Il nostro sistema penale (Codice Rocco) andrebbe rivisto perché si basa ancora sul sistema cosiddetto “doppio binario” che vede da una parte schierata la Scuola Classica, dall'altra il Positivismo, dunque pena retributiva vs. misura di sicurezza. Chi compie reati sessuali ha un'altissima probabilità di recidiva. Una volta in carcere questi soggetti non ricevono alcuna cura specifica, tranne in alcuni casi sperimentali. Il problema dei “sex offenders” non bisogna sottovalutarlo. Bisogna decidere se curare o trattarli come gli altri detenuti.

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