Convegno

 
11 febbraio 2012
Sala "De Cardona" - BCC Mediocrati - Rende (CS)
 
 

Articolo pubblicato su Calabria Ora il 11/06/09

Navigare su internet ormai è una consuetudine ed è proprio in questo luogo virtuale che si concentrerà sempre di più l'attività criminale. Chiunque possiede almeno un paio di indirizzi email ed è registrato a svariati siti, forum e, soprattutto, social network. Ognuno di questi servizi richiede un nome utente e una password. L'attività di un nickname è facilmente tracciabile tramite un qualsiasi motore di ricerca. Nessuno di voi ha mai digitato il proprio nome o quello di un amico su google? Risultati a volte sorprendenti. Il problema delle password, invece, è molto serio. Per pigrizia o per negligenza si tende ad utilizzare una sola password per tutti gli account. Niente di più sbagliato e pericoloso. Basta scoprirne una ed il gioco è fatto. Altro pericolo sono i pc al cui interno risiedono malware e trojan. Non sono dei veri e propri virus, ma paradossalmente potrebbero essere maggiormente malefici. Secondo statistiche recenti, nel mondo aumenta il numero dei “computer zombie”, cioè quei pc che, all'insaputa dei proprietari, sono controllati in rete da altre persone per svolgere attività criminali, quali spam e furti di identità. Il pc è sicuro solo se è spento. Forse.

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